Terrazza Aperol: vista sul Duomo di Milano

Una terrazza affacciata sul cuore del capoluogo lombardo, un punto d’ascolto privilegiato per entrare in sintonia con la vita cittadina.

Le facce serie da accordi di lavoro, le scarpe lucide, i tacchi, le cravatte allentate la sera, le risate da weekend alle porte, le dita che corrono sulle cartine turistiche, le gambe lunghe da settimana della moda: cartoline di Milano.

Posso immaginare tutto a occhi chiusi, perché ne conosco il suono. Ho in mente il respiro di questa città: la accolgo da così tanto tempo in queste quattro mura, che non ha segreti per me. Lei parla e si trasforma e io ascolto; io parlo e mi trasformo e lei ascolta. Andiamo a tempo.


Dove batte il cuore di Milano

Non importa se oggi mi presento in arancione e nero, con il sorriso sghembo di questo bancone che sembra esplodere di leggerezza e un nome e un cognome pronto per il nuovo millennio: Terrazza Aperol. Ho il cuore di Milano a portata d’orecchio da quasi un secolo, ne conosco gli umori e i desideri, la sento ridere e arrabbiarsi, giorno dopo giorno.





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Ore 11, tutto ha inizio

Ci sono le parole veloci e secche della mattina, quelle che rimangono chiuse tra gli impegni di lavoro o incartate nelle intenzioni di visita. Sono quelle dei progetti, dei “si può fare”, dell’“andiamo a vedere”: finiscono a nuotare in caffè e analcolici, mentre fuori il Duomo ha la pelle bianca di chi ancora deve prendere il sole del giorno.




Ore 13, intorno alla tavola

Le posate possono fare sinfonie. C’è chi – prima di pranzo – le lascia a bordo del piatto, chi invece non resiste e le batte l’una contro l’altra o contro il bordo del piatto: è l’attesa del pranzo, dove si accavallano i racconti delle ore passate e i “farò” che pensano alla sera. È un gomitolo di voci appena raccolto e già pronto a srotolarsi: tira il fiato per affrontar la corsa quando il pranzo è sul tavolo. Quel momento, con gli occhi dei clienti che corrono ad addentare i piatti, è un momento di vero silenzio.

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Ore 18, quando il Duomo ha gli occhi da sera

Ormai lo so, quando sento arrivare il buio posso essere certo che – qui davanti – il Duomo ha indossato i suoi occhi da sera, quelli che brillano sopra la piazza e la gente che l’attraversa con i sacchetti dello shopping in mano o la ventiquattrore che riporta a casa. Io la sento, la sera. È come un’onda: parte con un faccia a faccia tra bicchieri a un tavolo là in fondo (una coppia appena formata), poi il vetro contro vetro si sposta al centro, rimbalza al bancone e contagia tutto. “Alla nostra” dicono, “Cin cin” dicono. E i camerieri fanno il passo più veloce, lo sento più rapido sul pavimento. E chiedono “Spritz” al bancone, poi di nuovo verso i tavoli: da una parte il bicchiere, dall’altra il piatto con le tapas da mangiare. La scena allora diventa delle risate: esplosioni d’allegria ai quattro angoli.

Ore 20, la chitarra come un grido

Il primo accordo di chitarra è sempre un grido: tutto il resto tace per un attimo, l’attenzione è al palco. “Che bella voce”, “Mi ricorda la Winehouse”, “Ho voglia di ballare” il momento dopo è quello dei commenti, che non si possono trattenere. Respiro profondamente e bevo gli occhi rapiti dalla cantante, i piedi che battono il tempo, il rapido districarsi del batterista dagli inganni del tempo. Dal Negroni alla birra, in sala ognuno ha il proprio modo di abbandonarsi alla musica.


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Ore 22, il suono della seduzione

È un gioco di seduzione cui non si può resistere. Che dolce compagnia è la musica, mentre piazza del Duomo mette l’abito da sera. Le luci arancioni che faccio brillare per atmosfera finalmente dimenticano il lavoro: tra i tavoli si disegna il domani o quello che avverrà tra poche decine di minuti. Amore? Sì, si parla anche d’amore, ma non posso rivelare tutto. Il panettone, il Cenacolo, l’arrampicata fino alle guglie del Duomo, la propria immagine riflessa in una vetrina, la corsa arancione dei tram, il passo più lungo del normale, le vie cucite addosso di Brera, la facciata compiuta della Scala: cartoline di Milano. Ma per ascoltare Milano, bisogna andare dove parla. Per esempio da me, la Terrazza Aperol.

Terrazza Aperol, l'aperitivo con vista sul cuore di Milano

Terrazza Aperol, che dall’estate 2012 trova posto all’interno del Duomo Store Autogrill, nasce dalla collaborazione tra Autogrill e Campari, volta a creare un nuovo punto di riferimento per l’aperitivo meneghino.

Innovativa nel layout e nell’arredamento, studiati dal designer Antonio Piciulo, si è affermata come un luogo di tendenza per un pubblico vivace, dinamico, eclettico, e internazionale che vive il centro del capoluogo lombardo.
Terrazza Aperol è anche vetrina di eventi, attività culturali dove la musica proposta è fatta di esibizioni dal vivo di grandi artisti del panorama internazionale come Bastille, Ed Sheeran, Jutty Ranx, Ace Wilder, ma anche di nomi noti della radio e della tv italiana. Inoltre,grazie alla collaborazione con Affordable Art Fair, il locale ospita periodicamente vernissage ed esposzioni d’Arte Contemporanea.

L’aperitivo (cocktail e rielaborazione dell’aperitivo milanese in direzione tapas bar) rappresenta il cuore dell’offerta, completata dalla cucina del ristorante, dal sunday brunch e dagli eventi serali.

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